Restauro e rifunzionalizzazione di una villa abbandonata
La prima visita fu una scoperta: un viaggio tra delle rovine che emergevano dalla vegetazione come templi cambogiani. Quello che è sopravvissuto della villa è il grande basamento in cemento e pietra artificiale di gusto eclettico, che conserva ancora un ampio tratto del tunnel secondario di accesso al palazzo. Nessuna traccia di quest’ultimo, che pure svettava sulla collina. Una mancanza ma che aveva lasciato un’impronta nella vegetazione, cresciuta tutta attorno ma non sul sedime del’edificio.
Da questa esperienza e da queste suggestioni è nato il progetto di restauro e rifunzionalizzazione che si è caratterizzato con il rispetto della vegetazione, anche infestante e di quel vuoto, la grande platea a cui il nuovo edificio avrebbe fatto da quinta.
con arch. Silvia Pasino